Tommaso Napoli - 20 giugno 2013


Papa Francesco, Conferenza Fao: “scandaloso che ancora oggi si muoia di fame”

Papa Francesco, Conferenza Fao: "scandaloso che ancora oggi si muoia di fame"

Papa Francesco, Conferenza Fao: “scandaloso che ancora oggi si muoia di fame”

Nel corso della Conferenza della Fao, l’organizzazione dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione, Papa Francesco, ricevendo in Vaticano i partecipanti ha parlato di povertà e di come sia scandaloso che ancora oggi, nel 2013, ci siano persone nel mondo che muoiono di fame. “Ancora oggi ci sono milioni di persone che muoiono di fame! E’ un vero scandalo!”. “Siete qui – sottolinea il pontefice – per dare risposta ad una necessità primaria di tanti fratelli e sorelle, ovvero disporre del pane quotidiano, in un contesto mondiale difficile non solo per la crisi economica, ma anche per la sicurezza, i troppi conflitti i cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità. Alla Fao si chiede dunque un rinnovato impegno, perché tutti possano beneficiare dei frutti della Terra, non solo per ridurre il divario tra chi più ha e chi deve accontentarsi delle briciole, ma soprattutto per un’esigenza di giustizia e di equità e di rispetto verso ogni essere umano”. “Persona e dignità umana rischiano di diventare un’astrazione di fronte a questioni come l’uso della forza, la guerra, la malnutrizione, l’emarginazione, la violazione delle libertà fondamentali o la speculazione finanziaria, che in questo momento condiziona il prezzo degli alimenti, trattati come ogni altra merce, dimenticando la loro destinazione primaria. Viviamo infatti “una crisi di convinzioni e di valori, compresi quelli posti a fondamento della vita internazionale”. “E’ necessario contrastare – continua ancora Papa Bergoglio – i miopi interessi economici e le logiche di potere di pochi che escludono la maggioranza della popolazione mondiale e generano povertà ed emarginazione con effetti disgregatori sulla società, così come è necessario combattere quella corruzione che produce privilegi per alcuni e ingiustizie per molti. Non si tratta di sola compassione o magari di un invito alla condivisione o a favorire una riconciliazione che superi le avversità e le contrapposizioni”.

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