Alessia Onorati - 30 luglio 2014


Giorgio Faletti, la testimonianza della moglie Roberta

Giorgio Faletti, la testimonianza della moglie Roberta

Giorgio Faletti, la testimonianza della moglie Roberta

Roberta Bellesini, vedova di Giorgio Faletti, ad appena un mese dalla morte dello scrittore e attore rompe il silenzio parlando del marito in una intervista rilasciata su Vanity Fair all’amico scrittore Luca Bianchini. Nell’intervista Roberta ricorda con gioia e rimpianto i 14 anni insieme al marito Giorgio Faletti fino all’epilogo. E Roberta, nella lunga intervista a Vanity Fair, confessa  che già 12 anni fa Giorgio Faletti era stato ricoverato d’urgenza per un ictus salvandosi per miracolo. E questo episodio lo ha ricordato negli ultimi giorni della sua vita, con la consapevolezza di aver potuto vivere ulteriori 12 anni caratterizzati da grandi successi e soddisfazioni. Lo scrittore e attore aveva scoperto infatti solo a gennaio di avere un tumore al cervello e subito si è rivolto ad un professionista americano, anche se purtroppo non ha potuto nulla contro l’avanzamento della malattia. Eppure sua moglie conferma che ha vissuto il tutto con grande serenità, fino all’ultimo istante della sua vita. Dopo essere stato in cura in America infatti Giorgio Faletti desiderava ardentemente tornare in Italia: “Aveva già deciso di tornare per fare la radioterapia in Italia – racconta Robera Bellesini –  ma sono sicura che in cuor suo avesse capito che non c’era più nulla da fare. Desiderava tantissimo tornare in Italia, lo desiderava con tutto se stesso. Tant’è che ha tenuto duro fino a che siamo arrivati qui. Poi ha mollato”. E la testimonianza della moglie mette in evidenza un carattere forte e di grande dignità, anche nei confronti della morte: “Vorrei però che tutti sapessero che non ha mai avuto un momento di rabbia o di sconforto – afferma infatti Roberta – Mi diceva: “Comunque vadano le cose, io ho avuto una vita che altri avrebbero bisogno di tre per provare le stesse emozioni. E se penso che sarei dovuto morire nel 2002 e in questi 12 anni ho fatto le cose a cui tenevo di più, devo ritenermi l’uomo più fortunato del mondo”.

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