Filippo Mammì - 4 dicembre 2014


Andrea Loris: un filmato smentisce la madre, perquisita la casa

Andrea Loris: un filmato smentisce la madre, perquisita la casa

C’è un video, registrato da alcune telecamere di videosorveglianza, che smentirebbe categoricamente la versione resa ai carabinieri da Veronica Panarello, 25 anni, madre di Andrea Loris Stival, il bambino di otto anni di Santa Croce Camerina (Rg) scomparso la mattina di sabato scorso e poi ritrovato cadavere, nella stessa giornata, in un vecchio mulino a quattro chilometri dal paese, gettato in un canale e con segni evidenti di strangolamento sul collo. La Panarello ha sempre raccontato di aver accompagnato il figlio a scuola quel sabato mattina e di non averlo più trovato quando è tornata a riprenderlo all’orario di uscita. Ma una videocamera di sorveglianza, piazzata nei pressi della sua abitazione, racconta un’altra verità: nel filmato, si vede la donna uscire dalla sua casa di via Garibaldi alle otto di sabato mattina con i due figli per portarli uno a scuola e l’altro, di quattro anni, alla ludoteca. Ma Andrea Loris, si vede nei fotogrammi, non sale in auto con la madre, con la quale sembra avere una discussione, e torna indietro probabilmente per rincasare. Ma ci sarebbe un altro filmato, da una videocamera di un’altra postazione, che mostra il bambino rientrare in casa assieme alla mamma. Una situazione molto anomala e colma di buchi neri, che ha spinto la procura di Ragusa ad autorizzare una perquisizione in casa dei genitori di Loris, avvenuta oggi pomeriggio, e ad annunciare che ci sarebbe un indagato per l’omicidio del piccolo, del quale non sono ancora state comunicate le generalità; polizia e carabinieri hanno rovistato da cima a fondo l’abitazione dei coniugi Stival portando via, alla fine, alcuni diari, quaderni e oggetti del bambino ed anche un computer. Secondo il legale della famiglia, Francesco Villardita, servirebbero a ricostruire il profilo psicologico di Andrea e a garantire il prosieguo delle indagini.

Fidone: “Ho un alibi”
Intanto, l’unico indagato per atto dovuto, Orazio Fidone, continua a ripetere di avere un alibi di ferro e verificabile: “Sabato mattina non ero a Croce Camerina – ha raccontato – basterebbe verificare. Sono stato tutta la mattinata al mercatino di Vittoria; si possono tranquillamente controllare i video delle telecamere di sorveglianza all’uscita di Santa Croce Camerina e all’ingresso di Vittoria”. Gli investigatori hanno anche voluto risentire la vigilessa che, quel giorno, era in servizio davanti alla scuola elementare frequentata da Andrea; la donna avrebbe infatti visto la Polo nera guidata dalla madre del bambino, ma non ricorda di aver visto Andrea a bordo . La vigilessa ricorda di aver notato la Polo nera fermarsi nei pressi della scuola, dove Veronica Panarello asserisce di aver lasciato il bambino, ma non ricorderebbe di aver fisicamente visto Andrea. Per gli investigatori, comunque, non è un elemento utile a stabilire con certezza che il piccolo non fosse nell’automobile.

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