Tommaso Napoli - 7 dicembre 2014


Denise Pipitone, la Procura apre un’inchiesta per omicidio

Denise Pipitone, la Procura apre un'inchiesta per omicidio

Il 1 settembre del 2004 scomparve da Mazara del Vallo la piccola Denise Pipitone. Da allora ricerche infinite per ritrovare la bambina che all’epoca dei fatti aveva quattro anni. Oggi a dieci anni di distanza emergono nuove e inquietanti rivelazioni che hanno portato la Procura di Marsala a riaprire il caso: in una intercettazione ambientale risalente a 40 giorni dopo la scomparsa della bambina, la sorellastra della piccola Denise, Jessica Pulizzi avrebbe svelato durante una conversazione con la sorella minore Alice, chi avrebbe assassinato Denise Pipitone. “Eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise”, questa la frase shock riferita da Jessica alla sorella Alice, ed estrapolata da intercettazioni ambientali, grazie a sofisticatissime tecnologie usate dalle forze dell’ordine. La mamma a cui fa riferimento la sorellastra è Anna Corona, madre delle due sorelle e moglie del padre di Denise, Piero Pulizzi. La bambina scomparsa è invece nata da una relazione extraconiugale tra Piero Pulizzi, e Piera Maggio. Nuovo colpo di scena dunque che ha portato la procura di Marsala ad aprire un nuovo fascicolo e questa volta per omicidio volontario, anche se al momento a carico di ignoti. La bimba sarebbe stata dunque uccisa, secondo le intercettazioni, da Anna Corona, ma la frase pronunciata a bassa voce da Jessica Pulizzi è stata duramente contestata dagli avvocati della donna. La madre di Jessia e Alice, Anna Corona non è però nuova ad essere messa nel libro degli indagati in quanto già indagata in passato per concorso in sequestro di Denise, procedimento però archiviato su richiesta della procura.

Jessica Pulizzi assolta in primo grado il 27 giugno 2013
Il 27 giugno del 2013, la sorellastra di Denise Pipitone, Jessica Pulizzi era stata assolta in primo grado dal Tribunale di Marsala dall’accusa di concorso in sequestro di minorenne, per non aver commesso il fatto per mancata o insufficiente formazione delle prove. Il pubblico ministero aveva chiesto per Jessica quindici anni di carcere. Adesso sta affrontando il processo d’appello a Palermo.

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