Tommaso Napoli - 1 dicembre 2014


Gianna Nannini presenta “Hitalia”, un’incredibile cover album

Gianna Nannini presenta "Hitalia", un'incredibile cover album

Gianna Nannini presenta oggi il nuovo album “Hitalia”, dove per la prima volta nella sua carriera la rocker senese esce con un disco di cover famose, reinterpretate in chiave rock moderno. In pochissime ore ha subito scalato la classifica iTuner come cd più scaricato. L’album è stato anticipato dal singolo “Lontano dagli occhi” di Sergio Endrigo, uscito lo scorso 7 novembre. Hitalia è una raccoglie al suo interno diciotto classici tutti italiani tra cui “Dio è morto” (Guccini), “L’immensità” (Don Backy), “Lontano dagli occhi” (Sergio Endrigo), “Il cielo in una stanza” (Gino Paoli), “Dedicato”, “La canzone di Marinella” (Fabrizio De André), “C’è chi dice no” (Vasco Rossi-Solieri), “Io che non vivo senza te” (Pini Donaggio), “Io che amo solo te” (Sergio Endrigo), “Mamma” (Andrea Bixio), “Insieme a te non ci sto più” (Vito Pallavicini), “Caruso” (Lucio Dalla), “Il mondo” (Jimmy Fontana), “Pugni chiusi” (Luciano Beretta), “’O sole mio” (Giovanni Capurro), “Un’avventura” (Mogol-Battisti), “Nel blu dipinto di blu” (Domenico Modugno) e “Bella senz’anima” (Riccardo Cocciante).

«Siamo in un tempo dove tutto nella musica italiana si mischia»
“Questo – spiega la Nannini a La Stampa – è un disco italiano per il nostro tempo e il nostro è un tempo in cui tutto nella musica italiana si mischia: Sanremo, il Cantagiro, il Disco per l’estate, il Festivalbar, da Paoli fino a Vasco. La canzone italiana del ‘900 ha lasciato un segno e non ho scelto le canzoni più popolari ma le più belle fra le più popolari. Le chitarre le ho volute sempre elettronica, dub e beat dovevano essere e sono ipnotici quando serve, gli archi li ha curati il mio produttore storico Wil Malone e per farli bene abbiamo registrato agli Abbey Road di Londra. Tutto è come andava fatto”.

«Anche il rock è musica popolare»
“Mi è successo raramente – rivela ad Ansa la cantautrice rocker – di cantare altri ma prestare la mia voce ad un’ispirazione altrui è catartico. Così mi è venuta voglia di inciderle. Perché mi piacciono, perché mi attraggono razionalmente ma soprattutto emotivamente. Ho deciso di provarci con alcune canzoni italiane perché anche il rock è musica popolare”. “Ho voluto utilizzare arrangiamenti rock che rendessero queste canzoni attuali anche se per me questi brani sono come nuovi. Tutta l’operazione riporta alcune canzoni al loro stato naturale, che è quello del rock”.

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