Alessia Onorati - 16 dicembre 2014


Giulietto Chiesa arrestato a Tallin, saltata la conferenza sulla Russia

Giulietto Chiesa arrestato a Tallin dopo una conferenza sulla Russia

Il giornalista Giulietto Chiesa è stato arrestato a Tallin dopo un’intervista televisiva e prima della conferenza a cui avrebbe dovuto partecipare “La Russia è un nemico dell’Europa?”. Grande sconcerto nell’Unione Europea della libera circolazione delle persone per il fermo nei confronti di Giulietto Chiesa, giornalista ed ex eurodeputato che una volta tornato in albergo dopo un’intervista tv è stato raggiunto dalla polizia che lo ha condotto in commissariato in stato di fermo. Inspiegabili i motivi che avrebbero indotto le forze del’ordine della capitale estone ad un provvedimento del genere tanto che la moglie, la giornalista Fiammetta Cucurnia, si è dichiarata “sconcertata”. Risultano ancora senza motivo i provvedimenti che hanno tratto in arresto il giornalista Giulietto Chiesa, ex corrispondente dalla Russia per la Stampa e L’Unità. L’ex europarlamentare infatti si trovava a Tallin per partecipare alla conferenza “La Russia è un nemico dell’Europa?” ma la sua presenza alla conferenza, evidentemente, è stata considerata minacciosa per il Paese, nell’Unione Europea dal 2004, tanto che il giornalista è stato arrestato e gli è stata comunicata l’espulsione in 48 ore. Un vero e proprio “giallo”, soprattutto perché nessuno ha comunicato al giornalista motivazioni valide di simile provvedimento se non perché ritenuto “persona non grata” come ha sottolineato il suo avvocato.

Giulietto Chiesa rilasciato dopo 7 ore di fermo – Un vero e proprio affronto quello ai danni del giornalista Giulietto Chiesa da parte delle autorità estoni come ha sottolineato l’avvocato del giornalista, Francesco Paola che ha parlato di “violazione dei diritti politici” da parte del giornalista. Stessa costernazione è stata evidenziata dalla moglie di Chiesa che ha messo in evidenza l’assurdità di simile situazione avvenuta nel cuore dell’Europa, soprattutto perché sono tutt’ora assurde le motivazioni che hanno indotto a una disposizione così perentoria. Il giornalista, dopo 7 ore di fermo è stato rilasciato: “Mi hanno preso le impronte digitali, sostenendo che ero entrato illegalmente nel Paese – ha spiegato il giornalista alla Stampa dopo il suo rilascio – perché esisteva un decreto che mi dichiarava persona non grata. Ma nella lista del Ministero degli Interni su internet il mio nome non figurava”. Un vero e proprio mistero che il giornalista spiega in questo modo: “Qualche sciocco ha voluto fare una provocazione nei miei confronti e indirettamente alla Russia. Ma questa storia avrà delle conseguenze. Ho già ricevuto la solidarietà bipartisan di molti eurodeputati”. E’ evidente che l’operazione è stata realizzata per non permettere al giornalista di partecipare alla conferenza sulla Russia, fatto gravissimo se si pensa alla tanto proclamata democraticità dell’Unione Europea, tanto che lo stesso Giulietto Chiesa ha voluto sottolineare: “Questa non è l’Europa di Altiero Spinelli”.

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