Filippo Mammì - 13 febbraio 2015


Catania, neonata muore in ambulanza: nessun posto negli ospedali

Catania, neonata muore in ambulanza: nessun posto negli ospedali

Un probabile episodio di malasanità si è consumato due notti fa a Catania: una neonata è morta a bordo dell’ambulanza privata che la stava trasportando dal capoluogo etneo verso Ragusa. Il viaggio si era reso necessario perchè in nessuno dei tre ospedali specializzati catanesi c’era un posto letto disponibile in Terapia intensiva neonatale; sul caso ha aperto un’indagine la procura di Ragusa. La piccola era nata due notti fa in una clinica privata a Catania; sembrava che tutto fosse andato bene, invece la bambina ha iniziato ad accusare delle difficoltà respiratorie. Poichè nella struttura non vi era un reparto specializzato in grado di ricevere la neonata, è stato allora chiamato il 118, che ha iniziato a controllare se vi fosse un posto libero nei reparti di terapia intensiva neonatale nei tre ospedali catanesi “Garibaldi”, “Santo Bambino” e “Cannizzaro”, ma in nessuno dei tre c’era disponibilità. L’unico nosocomio disponibile, in tutta la Sicilia Orientale, è risultato quello di Ragusa, oltre cento chilometri e un’ora abbondante di viaggio, ma purtroppo la piccola è deceduta durante il trasporto in ambulanza. Immediata è stata l’ira dell’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, appena venuta a conoscenza dell’episodio, che ha subito avviato un’ispezione: “E’ vergognoso che non si riesca a trovare un posto di Terapia intensiva infantile in un’area metropolitana – ha dichiarato – verificherò passo passo come sono andate le cose e senza guardare in faccia nessuno. Ho già ordinato ai miei uffici tutte le verifiche”. La salma della piccola si trova adesso all’obitorio dell’ospedale “Paternò-Arezzo” di Ragusa; i medici presenti sull’ambulanza al momento del decesso sono stati sentiti dalla polizia di Stato come persone informate sui fatti. Anche la procura di Catania ha avviato un’inchiesta, a seguito della denuncia presentata ai carabinieri dai genitori della bambina, ed ha disposto il sequestro della cartella clinica della casa di cura.

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