Tommaso Napoli - 18 febbraio 2015


Epatite C: ritardi in tutta Italia, la Sicilia non è nemmeno partita

Epatite C: ritardi in tutta Italia, la Sicilia non è nemmeno partita

L’associazione di pazienti EpaC ha lanciato un allarme sulle lentezze che si stanno verificando in tutta Italia, in merito alla distribuzione del farmaco. In Sicilia, così come in Calabria e Campania non sono incredibilmente state ancora indicati i centri di somministrazione. Bisogna assicurare a chi è affetto da epatite C, il medicinale salvavita. Essendo questo mancante verranno presentati esposti all’autorità giudiziaria. I rappresentanti della ‘EpaC’ hanno incontrato nella giornata di ieri i direttori interessati del ministero della Salute, dell’Aifa e dei Nas. «In ordine alle anomalie di carattere burocratico – fa sapere l’associazione attraverso una nota – i rilievi saranno comunicati alle autorità giudiziarie competenti. Nel frattempo il Ministero della Salute si è impegnato a velocizzare l’iter normativo per la ripartizione e l’effettiva erogazione dei fondi vincolati per la cura dell’epatite C, al fine di sostenere le regioni nell’acquisto dei farmaci necessari per curare i pazienti più gravi e comunque rientranti nei criteri di eleggibilità stabiliti da AIFA. L’associazione da parte sua si è invece impegnata a segnalare tutte le anomalie e i disservizi». E intanto, a breve, anche nella nostra penisola sarà disponibile il nuovo farmaco antivirale di ultima generazione, il Simeprevir, per la cura della malattia epatite C. Questa nuova terapia di cui somministrazione avviene per via orale, avrebbe fatto registrare un’altissima percentuale di guarigione del virus: nove pazienti su dieci. Il Simeprevir viene prodotto dall’azienda Janssen Pharmaceutica e in favore verranno stanziati dal 2016 al 2021, investimenti della somma di 80 milioni di euro. L’annuncio dell’approdo nel mercato italiano del nuovo farmaco arriva in occasione dell’evento ‘Investire in salute per rilanciare l’economia’, a cui ha partecipato anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, Luca Pani (direttore generale dell’Aifa) e Nicola Zingaretti (governatore del Lazio).

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