Filippo Mammì - 19 febbraio 2015


Nuovi bombardamenti egiziani su basi Isis in Libia, esortato l’Onu

Nuovi bombardamenti egiziani su basi Isis in Libia, esortato l'Onu

Continuano incessanti i bombardamenti egiziani contro le basi Isis in Libia e il governo del Cairo ha esortato la comunità internazionale a mandare rinforzi alla sua campagna aerea, chiedendo di estendere al Nordafrica i raid contro il Califfato in Siria e Iraq; ma, per il momento, l’Occidente sembra propenso verso una soluzione diplomatica del conflitto, dopo che una telefonata tra Matteo Renzi e Francois Hollande ha ribadito l’importanza di una iniziativa politica, soprattutto in vista dell’imminente Consiglio di Sicurezza. Intanto, in Libia le milizie di Misurata, vicine al governo di Tripoli non riconosciuto dall’Onu, starebbero assediando da ieri la città di Sirte con la cosiddetta “Brigata 166” per liberarla dai jihadisti dell’Isis. Ma nella città libica regna ancora una grande confusione a proposito della sua reale situazione di controllo politico e militare. In un tweet, i miliziani del Califfato sostengono invece di essere loro a marciare per “liberare” Misurata: anche il governo “laico” di Tobruk ha asserito di aver bombardato alcune postazioni dei jihadisti nella città di Sirte, ma non ci sono conferme. I governi occidentali continuano comunque a sostenere la soluzione politica: “I governi di Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti condannano fermamente gli atti di terrorismo in Libia – si legge in una nota – l’efferata uccisione dei 21 cittadini egiziani sottolinea, secondo noi, l’impellente necessità di una soluzione diplomatica del conflitto”. Due giorni fa, il premier Renzi ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Francois Hollande ed entrambi hanno confermato la piena coincidenza di vedute sull’importanza di una soluzione politica per promuovere stabilità e pace in Libia.

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