Filippo Mammì - 15 aprile 2015


Mediaset: il Tribunale dichiara estinta la pena di Berlusconi

Mediaset: il Tribunale dichiara estinta la pena di Berlusconi

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato espiata la pena inflitta all’ex premier Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Mediaset. E’ stata depositata l’ordinanza con la quale, oltre a cancellare la condanna, si annulla anche l’interdizione dai pubblici uffici, anche se, in base alla legge Severino, Berlusconi non potrebbe comunque ricandidarsi alle prossime elezioni. L’ordinanza del tribunale, depositata ieri mattina, ha sancito quindi l’esito positivo dell’affidamento ai servizi sociali concesso all’ex cavaliere nella primavera dell’anno scorso per espiare la condanna definitiva (quattro anni di reclusione, ridotti a uno grazie all’indulto) emessa dalla Cassazione per il processo per frode fiscale riguardante una compravendita di diritti cinematografici e televisivi. La corte, presieduta dal giudice Pasquale Nobile De Santis, si era riunita giovedì scorso, poco prima della tragica sparatoria avvenuta all’interno del palazzo di giustizia di Milano; il provvedimento ha certificato la buona condotta mantenuta da Berlusconi, dopo il famoso “passo falso” delle tirate contro la magistratura, che gli erano costate una diffida da parte del giudice Beatrice Crosti. Nel marzo scorso erano stati concessi all’ex presidente del Consiglio i benefici dello sconto di pena per buona condotta, il quale aveva ridotto la durata della condanna di un mese e mezzo. Nella valutazione dell’iter operativo del condannato hanno influito le relazioni fatte da Severina Panarello, capo dell’Ufficio esecuzione penale esterna, che in questi mesi le ha inviate sulla base dei colloqui periodici con Berlusconi e dell’andamento della sua attività di volontariato presso la Fondazione “Sacra Famiglia” di Cesano Boscone. Anche se il tribunale ha dichiarato estinta anche la pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici per tre anni, Berlusconi, anche se potrà votare, rimarrà ineleggibile in base alla legge Severino, contro la quale i legali dell’ex premier hanno fatto ricorso alla Corte di Strasburgo.

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