Tommaso Napoli - 9 maggio 2015


Berlusconi ai giovani di Azzurra: “Rischio di deriva autoritaria”

Berlusconi ai giovani di Azzurra: "Rischio di deriva autoritaria"

Silvio Berlusconi ha parlato ai giovani di Azzurra Libertà a Roma, invitandoli a cercare di far ragionare gli italiani rendendoli consapevoli che il Paese a causa della situazione inaccettabile, spiega l’ex premier, “è a rischio di deriva autoritaria”. Secondo Berlusconi “oggi in Italia la democrazia è sospesa, con un capo del governo che non è stato eletto dai cittadini”. L’attacco al governo Renzi è chiaro: “Credo che si debba lasciar passare un po’ di acqua sotto i ponti in modo che questa sinistra, questo presidente, si lascino misurare un po’ meglio dagli italiani. Dobbiamo convincere tutti gli italiani che amano la libertà a dare un voto intelligente, non frazionato fra tanti partiti e partitini e dobbiamo convincere chi non vuole ad andare a votare perché chi non ci va commette un reato nei confronti di se stesso e della propria patria. Bisogna che i moderati italiani tornino ad essere una consapevole ed organizzata maggioranza politica”.

Il motto è “trasformare l’Italia in una democrazia moderna”
Il pensiero del leader di Forza Italia è quello di adottare il metodo Usa con democratici e repubblicani: “I democratici ci sono, i repubblicani o come li chiameremo abbiamo il dovere di riunirli in un grande movimento per farli diventare maggioranza politica. Questo è il futuro che vedo per noi e per il nostro Paese”. “Nel ’94 siamo arrivati noi e con due mesi di campagna elettorale abbiamo fatto una nuova formazione politica e siamo andati a palazzo Chigi”.

“La libertà non si perde tutta d’un colpo ma a poco a poco”
“Ci sono tante persone leali – spiega ancora l’ex presidente del Consiglio – intorno a me che sono in Forza Italia e meritano il rispetto e la riconoscenza di tutti noi. La libertà richiede un’attenzione e una difesa continua, perché può venire meno. E’ quello che sta capitando in questo Paese. La libertà non si perde tutta d’un colpo ma a poco a poco, come una corda tesa che pian piano si sfilaccia ed allora diventa una libertà ferita”.

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