Filippo Mammì - 6 maggio 2015


Migranti annegati nel Canale di Sicilia: superstiti soccorsi da nave Zeran

Migranti annegati nel Canale di Sicilia: superstiti soccorsi da nave Zeran

Sarebbe avvenuta un’altra tragedia del mare nel Canale di Sicilia due notti fa: alcune decine di migranti, forse una quarantina, sarebbero annegati tra le onde. E’ quanto avrebbero raccontato 194 superstiti all’organizzazione “Save the children”; i migranti sono giunti al porto di Catania a bordo della motonave Zeran, che li aveva precedentemente soccorsi. A bordo del portacontainer c’erano anche cinque cadaveri, perchè sembra che vi sia stato un incidente sul barcone che trasportava gli extracomunitari (le cui cause sono ancora tutte da verificare) poco prima delle operazioni di salvataggio e molti profughi sarebbero caduti in acqua per morire poco dopo. La procura di Catania ha aperto un’inchiesta sulla morte dei cinque migranti rinvenuti a bordo della Zeran, e il procuratore Giovanni Salvi ha delegato le indagini alla Squadra mobile della Questura; gli accertamenti medico legali sui cadaveri sono stati effettuati a bordo della stessa nave. I 194 migranti, sbarcati nella primissima mattinata di ieri a Catania a bordo della Zeran, mercantile di nazionalità maltese, erano su due gommoni che sono stati salvati in tempi diversi; su uno, secondo il racconto dei sopravvissuti, c’erano 105 persone che si sono salvate tutte, mentre sull’altro ce n’erano 197, tra cui i cinque che sono giunti cadaveri a bordo della motonave. Secondo le varie testimonianze, il secondo mezzo di navigazione avrebbe avuto un incidente poco prima di venire soccorso: “Ci sarebbe stata un’esplosione oppure il gommone si è sgonfiato, di certo ha avuto dei problemi – ha dichiarato Giovanna Di Benedetto di “Save the children” – e alcune decine di persone sarebbero cadute in mare. Secondo una prima stima, sarebbero periti in 40″. Intanto si è avuta notizia della messa in isolamento, a scopo precauzionale, di 150 dei 675 migranti giunti due giorni fa nel porto di Augusta a bordo della nave Vega, a causa di alcuni casi sospetti di varicella e scabbia.

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