Filippo Mammì - 8 maggio 2015


Per l’Istat il Pil italiano risorgerà nel 2015 e arriverà a +1,2% nel 2016

Per l'Istat il Pil italiano risorgerà nel 2015 e arriverà a +1,2% nel 2016

Secondo le ultime stime Istat, il prodotto interno lordo italiano salirà nel 2015 dello 0,7% in termini reali; è quanto previsto nel rapporto sulle Prospettive per l’economia italiana nel 2015-2017. Inoltre, l’Istat stima poi una crescita dell’1,2% nel 2016; sono stime leggermente più caute sull’anno prossimo rispetto a quelle contenute nel Def approvato dal governo, che prevedono invece una crescita del Pil dello 0,7% per quest’anno, ma dell’1,3% per il 2016. L’Istat certifica comunque la fine definitiva della recessione e una ripresa fino al 2017 (+1,3%), grazie ad un recupero del reddito disponibile, un calo della disoccupazione e una crescita della domanda interna destinata a sostenere consumi e Pil: “L’aumento del Pil nel 2015 chiuderà la fase recessiva del triennio precedente – sostiene l’Istituto di statistica – nel biennio successivo, la crescita del Pil si consoliderà”. Il tasso di crescita del Pil nell’anno in corso è stato rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto al quadro previsivo diffuso nel novembre 2014. E’ poi prevista un’accelerazione dell’economia italiana nel secondo semestre: “Ci sarà una ripresa dei ritmi produttivi, legata a quella della domanda interna, sostenuta dai bassi prezzi dell’energia e dall’atteso miglioramento delle condizioni del credito”. Nel 2015 è prevista una contribuzione positiva della domanda interna al netto delle scorte sulla crescita del Pil per 0,3 punti percentuali e quella estera netta per 0,4 punti percentuali; gli investimenti cresceranno nell’anno in corso dell’1,2%, stimolati dalle condizioni migliori di accesso al credito e dalle aspettative associate a una ripresa della dinamica produttiva. C’è però da considerare un aspetto antipatico: la ripresa economica italiana sarà comunque inferiore rispetto alla media dell’Eurozona e, comunque, ancora nel 2016 sarà aiutata dalla domanda estera netta. In compenso, l’occupazione aumenterà quest’anno dello 0,6%.

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