Filippo Mammì - 4 giugno 2015


Cantone sugli “impresentabili”: “Bindi ha commesso un passo falso”

Cantone sugli "impresentabili": "Bindi ha commesso un passo falso"

Il voto c’è stato e le elezioni regionali sono finite. Proclamati i vincitori, il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha deciso di esprimersi, a proposito della commissione Antimafia, di Rosi Bindi, della famigerata lista dei cosiddetti “impresentabili, della Legge Severino e dell’appena eletto governatore della Campania Vincenzo De Luca, dalle colonne de “La Repubblica”: “Questa storia degli impresentabili è non solo un grave passo falso, ma anche un errore istituzionale – ha esordito Cantone – per prima cosa, è fuorviante l’idea di voler “istituzionalizzare” gli impresentabili, essendo essi candidabili ed eleggibili, ma non idonei a partecipare alla pubblica amministrazione, a causa di un sospetto trasformismo oppure perchè è più grave che un politico si accompagni a certi personaggi della cosiddetta area grigia o a pregiudicati, che essere rinviato a giudizio per un abuso qualunque. In secondo luogo – ha proseguito Cantone – si rischia di dare il via libera a soggetti che, non vedendosi inseriti in una lista, si sentono pienamente legittimati. Ultima cosa, si rischia inoltre di costringere la commissione Antimafia, la quale svolge un impiego sacro, ad occuparsi d’altro, invece di studiare ed indagare fenomeni molto più seri”. Il presidente dell’Anticorruzione ha anticipato che il prossimo 10 giugno sarà presentata in Parlamento un’ampia proposta di miglioramento sulla legge Severino per alcuni danni ed errori che la legge ha creato su altri versanti, in cui non c’entra la vicenda di De Luca. Perchè comunque, ha precisato, la legge Severino è importante e deve restare, ma con qualche modifica. “Secondo me – ha aggiunto Cantone – ci può essere una differente interpretazione della Severino in merito a Vincenzo De Luca. Gli articoli 7 e 8 della legge prevedono infatti la decadenza e la sospensione. E la sospensione si può applicare solo nei casi di condanna, che però non è passata in giudicato, come nel caso di De Luca, condannato solo in primo grado per abuso d’ufficio. Insomma, se si dovesse sospendere immediatamente, senza neppure permettere l’insediamento, allora bisognerebbe sciogliere l’intero consiglio per impossibilità di funzionamento. E la sospensione prevista dalla Severino, che ha un carattere provvisorio, diverrebbe di fatto una decadenza”.

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