Tommaso Napoli - 30 giugno 2015


Roma, Di Maio: “Le nostre regole impediscono candidatura Di Battista”

Roma, Di Maio: "Le nostre regole impediscono candidatura Di Battista"

Prima, dopo e durante la fiaccolata dell’Onestà ad Ostia, organizzata dal Movimento 5 Stelle, per chiedere le dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, a causa dello scandalo di ‘Mafia Capitale’, in molti attivisti pentastellati, e non, gridavano il nome del deputato Alessandro di Battista come prossimo candidato a prendere il posto di primo cittadino capitolino. Nei giorni scorsi, alcuni senatori e deputati di altri partiti, ma anche opinionisti non simpatizzanti del movimento fondato da Beppe Grillo, avevano già attaccato lo stesso per l’ipotetica candidatura di Di Battista, a causa di una regola interna che ne vieta sia la nomina sia l’eventuale elezione. A chiarire la situazione ci pensa il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, che ha voluto far sapere di come in realtà il Movimento 5 Stelle non abbia mai pensato a candidare Di Battista per il Campidoglio, proprio per tenere fede alla famosa regola che lo stesso ha spiegato: «Noi abbiamo regole che dicono che se vieni eletto dai cittadini in un ruolo non puoi fare il salto dalla poltrona durante il mandato, è una questione di serietà. Se tu vieni eletto da una parte devi lavorare lì per realizzare il programma elettorale». «Questa candidatura non è possibile, e lo dice per primo Di Battista, perché lui è stato eletto in Parlamento e per una questione di serietà deve concludere il mandato. Avremo modo di farvi conoscere altri “Alessandro di Battista” che saranno nuovi candidati al Comune di Roma». Difatti anche il chiamato in causa in prima persona, Di Battista, alcuni giorni fa aveva voluto chiarire la sua posizione in merito alla vicenda: «Non mi candiderò a sindaco fino a che sarò in Parlamento. Noi non ci possiamo dimettere, abbiamo un contratto con i cittadini, i nostri datori di lavoro». Se il voto per eleggere il nuovo sindaco di Roma avverrà «quando sarò» ancora «in Parlamento, non mi posso né mi voglio candidare perché per me è rispettoso concludere un mandato, una relazione presa con i cittadini». «È un movimento delle idee che può cambiare la città, non è un volto», ha infine sottolineato il deputato 5 Stelle.

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