Tommaso Napoli - 20 giugno 2015


Scuola: il Governo accelera, ipotesi fiducia su ‘La buona scuola’

Scuola: il Governo accelera, ipotesi fiducia su 'La buona scuola'

Il Governo Renzi vuole accelerare sulla riforma denominata ‘La buona scuola’ e per arrivare all’obiettivo potrebbe decidere di porre la fiducia. Per scongiurare questa ipotesi bisognerà che si trovi una condivisione con le opposizioni sui 3.000 emendamenti del disegno di legge. Nella giornata di ieri Matteo Renzi ha convocato un vertice a palazzo Chigi con l’intento di far approvare il dll dal Senato entro venerdì prossimo in modo da iniziare con l’assunzione di almeno 100mila precari. Presenti all’incontro il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, i capigruppo di Camera e Senato, Luigi Zanda, il presidente della commissione Istruzione, Andrea Marcucci, ed Ettore Rosato. Quest’ultimo al Gr1 ha dichiarato che per «impedire che l’ostruzionismo interrompa il percorso parlamentare. Si va avanti con decisione e con la massima collaborazione a trovare le intese più ampie possibili, ma con l’idea che i tempi sono molto stretti per procedere alle assunzioni fin dall’inizio del prossimo anno scolastico». «Quello di Renzi – spiega ancora – non è un cambio di strategia, è un messaggio molto chiaro. Chiediamo a tutti di collaborare in una riforma che serve al Paese. Noi chiediamo di rinunciare all’ostruzionismo per consentire una rapida approvazione che consenta di rispettare anche i tempi necessari e burocratici per procedere a 100mila assunzioni». Anche Andrea Marcucci attraverso un tweet ha espresso il suo pensiero: «Il Pd farà di tutto per approvare ‘la buona scuola’ in tempi brevi. Serve tenere insieme autonomia, merito e assunzioni».

Il Movimento 5 Stelle giudica la riforma come «irricevibile»
Chi non approva ‘La buona scuola’ è su tutti il Movimento 5 Stelle che attraverso i parlamentari delle commissioni Cultura, fa sapere che «ai ricatti del governo non cediamo, non ritireremo i nostri emendamenti perché sono tutti emendamenti di merito. Ritirarli significherebbe prestare il fianco a un governo che sta distruggendo la scuola pubblica italiana e voltare le spalle a insegnanti, studenti e famiglie che da mesi chiedono di ritirare questa riforma irricevibile».

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