Redazione - 4 giugno 2018


Casinò e slot machine in Sicilia, 1 milione gli studenti che giocano

Moltissimi tra i 15 e i 19 anni utilizzano slot machine, giochi online, scommesse sportive e tutto quello che può riguardare il gioco d’azzardo. Circa un milione, 400mila unità in meno rispetto al 2014. Più diffusi gli studenti del sud Italia

Casino e slot machine in Sicilia, 1 milione gli studenti che giocano

Dei 10 milioni di giocatori d’azzardo nel Bel Paese, un milione sono studenti sotto i 20 anni. Sono questi i preoccupanti dati statistici che emergono da nuovi studi Espad Italia (“European School Survey Project on Alcohol and other Drugs – Italy) e Ipsad (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc – Cnr) a riguardo dell’utilizzo di slot machine, casinò, gioco online e affini in Italia. Lo studio è stato principalmente dedicato alla diffusione del gioco d’azzardo e dell’impiego da parte di studenti in fascia d’età dai 15 ai 19 anni, in confronto alla popolazione generale adulta, comprensiva anche di quella più giovane, dai 15 ai 64 anni. I giovani, in età scolare tra media inferiore e superiore, nel 2017 ammontano al milione tondo, un calo rispetto al 2014 in cui erano 1,4 milioni. Il calo di 400mila unità è in ogni caso un dato positivo, diminuzione messo in confronto anche negli ultimi 9 anni, come fa notare la dottoressa Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr «passando dall’8,7% del 2009 ai 7,1% del 2017. In particolare la quota di giovani giocatori con profilo di gioco “problematico” fa registrare una diminuzione o un assestamento nelle regioni del Nord e del Centro Italia, mentre nella macro-area Sud e isole si rilevano incrementi in Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo», aumentando proporzionalmente nei maggiori capoluoghi meridionali. Su piano geografico, infatti, nel mezzogiorno crescono gli studenti-giocatori con problemi patologici: in molti sono gli studenti che vergono verso una forma di ludopatia di medio livello. I piccoli giocatori non sembrano essere neanche a conoscenza del fatto che il gioco d’azzardo sia illegale in Italia: il 10,8% degli studenti tralascia che nel nostro Paese è vietato giocare per gli “under 18” e si valuta che 580mila studenti minorenni (33,6%) abbiano giocato d’azzardo nel corso del 2017.

La ricercatrice continua spiegando come «rispetto ai giovani sono state investite risorse e sono stati fatti interventi di prevenzione ed educazione nelle scuole, ma molto meno al Sud dove, appunto, si sono visti minori risultati. Nella popolazione in generale, invece, il trend dei profili problematici è in crescita, soprattutto tra i disoccupati o in cerca di occupazione nella fascia 35-50 anni». Statistica maggiore, infatti, risulta comunque più ampia tra gli adulti, in cui si contano almeno 17 milioni di italiani, un grosso aumento rispetto ai 10 milioni contati e sfiorati nel 2014. Nelle statistiche generali gli uomini giocano più delle donne: circa il 51,1% i giocatori sono di sesso maschile, solo il 34,4% sono del gentil sesso. Tra gli studenti, la percentuale di ragazzi risulta essere quasi doppia rispetto alle donne 47,3% contro 26,3%. Ogni giocatore d’azzardo under 20, inoltre, risulta avere anche più facilità ad accedere a luoghi che contengono slot machine, casino virtuali e similari: secondo le statistiche nella popolazione generale, il 58% spiega di come, infatti, può raggiungere uno o più luoghi di gioco in totale facilità sia in auto che a piedi anche in meno di 5 minuti. Tra gli studenti si calcola quasi il 33,4%, spiega di poter arrivare a luoghi di gioco, salette e giochi d’azzardo, in poco meno di 5 minuti, a due passi dal proprio istituto scolastico, il 28,4% risulta aver accesso anche in poco più di 10 minuti. Infatti, sebbene i locali di gioco d’azzardo aumentino, è sempre più frequente l’utilizzo del web per ampliare il proprio giro di gioco d’azzardo. Sempre nel 2017, circa 1,4 milioni di italiani ha provato il gioco d’azzardo via internet, nella maggior parte dei casi non solo dal proprio computer, ma anche dallo smartphone. Gioco online, attraverso poker e scommesse, slot machine e casinò, come anche le schedine, racchiudono in sé anche un grosso giro di soldi.

Dalla fetta più giovane degli scommettitori, il 75% degli studenti spende in giochi d’azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% spende più di 50 euro, quota che tra gli studenti con un profilo problematico sale al 22,1%. Il gioco più diffuso resta il Gratta e Vinci: la percentuale di giocatori che lo scelgono ammonta dal 60,1% del 2010, al 74% al del 2017. Seguono Lotto e Super Enalotto, nonostante la netta diminuzione nello stesso periodo dal 72,7% al 50,5%. Medaglia di bronzo per le scommesse sportive che aumentano dal 18,3% del 2010 al 28% del 2017, utilizzata soprattutto dal giocatore d’azzardo web. Più dilagano le giocate d’azzardo, proporzionalmente aumenta anche una sicurezza quasi inquietanti: il 39% dei giocatori d’azzardo considera una possibilità riuscire a vincere con il gioco d’azzardo soprattutto se si beccano buone possibilità. Convinzioni tali che porterebbero ad una pericolosità per sé stessi e per gli altri: il gioco d’azzardo risulta essere patologico se non tenuto a bada. In molti risultano essere gli adulti con profilo problematico che abusano delle scommesse sportive (72,8% di chi sceglie le scommesse sono malati psicologici), segue il Gratta e vinci (67,5%) e il Superenalotto (43,6%). Molteplici sono i giocatori che hanno scelto di chiedere dei prestiti ingenti per poter continuare a giocare: quasi 100mila hanno parlato di prestito illegale e quasi 30mila hanno subito danni economici in prima persona. Un ciclo continuo che se non fermato può portare via ogni possedimento. Eppure, l’apertura di tali esercizi commerciali non cala, soprattutto in Italia in cui risulta essere uno degli stati europei in cui il gioco d’azzardo è più usufruito. Non a caso la Sicilia, assieme ai suoi maggiori centri abitati come Catania, Palermo e Siracusa, sono tra i posti più fortunati: la Sicilia è al sesto posto nella classifica nazionale, dietro Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania, Puglia e al primo posto è in Veneto.

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