Filippo Mammì - 26 settembre 2014


Besson ci spiega l’evoluzione con Scarlett Johansson in “Lucy”

Besson ci spiega l'evoluzione con Scarlett Johansson in "Lucy"

Besson ci spiega l’evoluzione con Scarlett Johansson in “Lucy”

Sta per approdare nelle sale l’ultima fatica del regista francese Luc Besson, “Lucy”, in cui, tanto per cambiare, c’è una protagonista pistolera di grande fascino. Ad alto tasso erotico, considerando che ha il viso e il corpo di Scarlett Johansson, nei panni di una super eroina suo malgrado. Come si sa, a Besson piacciono moltissimo quelle della serie “belle e pericolose”: Nikita, la ninfetta Mathilda di “Leòn”, Leeloo de “Il quinto elemento”, Giovanna d’Arco, fino ad arrivare a questa Lucy che sicuramente colpirà molti. Il resto è il solito film “a là Besson”, europeo che sogna di essere americano, con tanti luoghi comuni del mondo degli action e della fantascienza, violentissimo e con un ritmo veloce, forse troppo veloce. E poi ci sono quegli elementi romantici e fiabeschi che solo lui riesce ad inserire tra una sparatoria ed uno sgozzamento.

Come si evolverà l’uomo? Il film va avanti tra violenza e “molte” spiegazioni
Il ritmo salta parecchi preamboli già all’inizio: Lucy e il suo ragazzo sono corrieri di una strana 24 ore che devono recapitare ad un gruppo di trafficanti a Taipei. Subito dopo, il ragazzo viene ucciso e a Lucy viene aperta la pancia per depositarvi due chili di una strana e nuova droga e gliela ricuciono. I banditi, capeggiati dall’attore Choi Min Sik, protagonista di “Old Boy”, bellissimo e angosciante film di Park Chan Wook, la lasciano andare, il sacchetto che ha in pancia si rompe e…Lucy diventa una superdonna! Lucy diventa più violenta e iperintelligente, ammazza un po’ tutti, legge nel pensiero ed ha una super memoria (si dice che usiamo solo il 10 % del nostro cervello. Quindi, se ci evolvessimo, ne utilizzeremo almeno il 50% e saremmo tutti dei superuomini e questo è quello che accade a Lucy), cerca un ospedale e qui parte una spiegazione che procede parallelamente all’azione, affidata a Morgan Freeman per un sottotesto filosofico. L’evoluzione di Lucy procede tra tanta azione e tanti momenti forse un po’ antiquati. Il suo punto di forza sta forse nella disperazione della protagonista, che sa di avere le ore contate e cerca in tutti i modi di tornare normale, prima di morire oppure trasformarsi in chissà cosa.

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  1. Antonio 6 ottobre 2014 at 15:22 -

    Ho visto il film e lo trovo molto bello, non “il solito film “a là Besson” come dite e inoltre trovo questo articolo non corretto nel finale quando scrivete “cerca in tutti i modi di tornare normale, prima di morire oppure trasformarsi in chissà cosa.” Non è così, Lucy non cerca per nulla di tornare normale anzi, conosce già quasi sin da subito il destino che l’attende e cerca semmai in tutti i modi di tirare fuori il meglio da questa situazione. Saluti

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