Filippo Mammì - 4 ottobre 2014


Pestaggio a Genova, inquirenti pensano a vendetta per racket elemosine

Pestaggio barboni, inquirenti pensano a vendetta per racket elemosine

Pestaggio a Genova, inquirenti pensano a vendetta per racket elemosine

Sembrava un pestaggio a sfondo razziale e invece, dopo quasi un anno, è venuta a galla la verità: dietro il tentato omicidio di quattro barboni, avvenuto lo scorso 25 gennaio a piazza Piccapietra a Genova, ci sarebbe il racket delle elemosine o forse una vendetta per qualche torto subito. Queste sono le ipotesi più battute dagli inquirenti; intanto, dopo un primo arresto a luglio, sono stati assicurati alla giustizia gli altri tre componenti del commando che prese parte alla brutale aggressione. Gli agenti della squadra mobile di Genova li hanno arrestati dopo un lungo lavoro investigativo; la notte del 25 gennaio, i quattro riversarono la loro rabbia su altrettanti clochard che stavano dormendo in un angolo della piazza, colpendoli con oltre 62 colpi di spranga e rischiando per giunta di ammazzarli. Il leader del gruppo aveva ingaggiato gli altri tre pagandoli con pochi spiccioli.

Rintracciato grazie al Dna, due componenti arrestati in Versilia
Il “capetto”, Michail Kraulech, 24enne slovacco, era già stato arrestato in luglio a Bologna, incastrato dal Dna su un passamontagna rinvenuto vicino al luogo dell’aggressione, ed aveva immediatamente ammesso le proprie responsabilità, confessando di essere l’organizzatore del raid punitivo e aggiungendo: “Mi avevano picchiato, per questo volevo fargliela pagare”. Ma gli investigatori sono fermamente convinti che il vero motivo sia un altro; quasi certamente c’è dietro una storia di racket, di clochard costretti a cedere una tangente per un spazio in cui dormire. I quattro senza tetto aggrediti potrebbero aver occupato un angolo di marciapiede che rendeva molto, Kraulech non voleva e devono essere venuti alle mani. Da qui, la decisione del raid. In manette sono finiti un altro slovacco, Martin Krocka, 32 anni e residente a Sarzana, Ahmed Dridi, italo tunisino di 21 anni e Karlo Bilani, italo tedesco di 20 anni, entrambi residenti in Versilia, dove sono stati arrestati. Dridi è stato fermato mentre cercava di partire per la Tunisia, a suo dire per partecipare ad una festa religiosa. Kraulech aveva conosciuto Bilani e Dridi in una palestra di arti marziali e li aveva convinti, unitamente a Krocha, a seguirlo a Genova per punire i quattro senza tetto, in cambio di un po’ di spiccioli. I tre avrebbero accettato e lo hanno seguito in un viaggio in macchina fino a Genova quella stessa sera del 25 gennaio; arrivati in città, hanno parcheggiato l’auto in centro e, a piedi, si sono diretti verso piazza Piccapietra dove, dopo aver fatto allontanare un quinto clochard, hanno aggredito gli altri quattro. Poi sarebbero fuggiti in direzioni diverse per ritrovarsi successivamente nel punto dov’era parcheggiata la macchina, facendo subito ritorno in Toscana.

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