Tommaso Napoli - 27 febbraio 2015


Stop dei vitalizi ai condannati, Boldrini: “Si può anche senza legge”

Stop dei vitalizi ai condannati, Boldrini: "Si può anche senza legge"

Dopo la presa di posizione ufficiale da parte del Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, anche Laura Boldrini, Presidente della Camera, è intervenuta ufficialmente schierandosi a favore del collega, contro i vitalizi che continuano a ricevere gli ex parlamentari e senatori anche se condannati per mafia o corruzione. «Io trovo inaccettabile – spiega la Boldrini ai microfoni di Sky TG24 – che deputati e senatori condannati per reati gravi di mafia o altri reati gravi come la corruzione, possano ricevere questi vitalizi. Nella stessa posizione è anche il presidente Grasso. Non è semplice a divenire ad una configurazione del vitalizio, quindi il collegio dei questori di Camera e Senato, i due collegi insieme, adesso stanno configurando e tirando le fila di questa istruttoria quindi io mi auguro che quanto prima saremo in grado il loro lavoro all’ufficio di presidenza e prendere una decisione». «Che serva una legge ad hoc – continua la presidente della Camera – è una delle posizioni ma non è l’unica, c’è invece chi sostiene che non serve una legge ad hoc perché il vitalizio si stabilisce con delle delibere dell’ufficio di presidenza e questa versione faciliterebbe molto più il compito e si potrebbe a divenire subito deliberando l’ufficio di presidenza a mettere uno stop a questi vitalizi per condannare i reati gravi come mafia e corruzione. Io ritengo dunque che arrivare ad una via di ufficio di presidenza sia più semplice e anche molto più efficace». Riguardo ai tempi di attuazione e se si potrà arrivare in accordo tra Camera e Senato, la Boldrini risponde che «l’importante è arrivarci insieme, Camera e Senato, e vorremmo con il Presidente Grasso, farlo lo stesso giorno. Stiamo arrivando alla fine di questo iter, di questa istruttoria, che è stata molto complicata, però io sono ottimista e penso che il senso di realtà e di decenza prevarrà su tutto il resto».

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