Filippo Mammì - 2 marzo 2015


Forza Italia si avvicina a Salvini: “Torniamo insieme, ma giù la maschera”

Forza Italia si avvicina a Salvini: "Torniamo insieme, ma giù la maschera"

Forza Italia non si trattiene più e rivolge un messaggio di riavvicinamento a Matteo Salvini. L'”appello raziocinante”, come lo definiscono i berluscones, alla Lega Nord è comparso sulle pagine del “Mattinale” attraverso un editoriale intitolato “Porte aperte all’unità”, rilanciato anche sui social con gli slogan “Nessun veto e nessun vate” e “Uniti si vince”. L’articolo si altalena tra l’invito a fare un passo indietro e il vero e proprio ultimatum, e si rivolge al “Salvini che conosciamo e stimiamo” e non certo a quello che domenica si è presentato a piazza del Popolo nella Capitale. Anzi, il segretario della Lega viene addirittura paragonato al dottor Jeckyll e Mister Hyde, ma gli viene data ancora la possibilità di gettare alle ortiche la maschera del cattivo e di “purificarsi gli entusiasmi eccessivi del comizio romano”. Altrimenti, l’alternativa è “uno strano asse Molotov – Ribbentrop che, a partire dalla condivisione di un nome di battesimo, Matteo, passa all’individuazione di un nemico comune, Silvio Berlusconi e, di conseguenza, Forza Italia”. In poche parole, Salvini viene accusato insieme a Renzi, con cui condivide lo stesso nome, di “credere che l’unico modo di lasciare traccia nella storia della politica italiana sia quello di emarginare Berlusconi”. Ma l’editoriale indirizzato alla Lega non parla solamente di questo: Fi accusa anche di voler “regalare all’estrema destra l’identità di un popolo che si riconosce nei valori liberali e cristiani”, vista l’attiva partecipazione dei militanti di CasaPound alla manifestazione romana della Lega. Di fatto, Salvini viene tacciato di populismo, usando “parole d’ordine truculente senza parlare di proposte realistiche”: “Il popolo del centro – destra – si legge nell’articolo – continua a riconoscersi in valori solidi e consolidati. Provare ad emarginare Berlusconi equivale ad emarginare sè stessi. Non fare il camerata, faresti il gioco dei compagni” è l’esortazione. L’articolo si conclude con un appello quasi disperato: “Ora tocca a te Salvini. Sta a te decidere se ripercorrere la strada battuta da tutti i leader passati e presenti della sinistra oppure se riprendere la rotta insieme”.

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