Tommaso Napoli - 4 luglio 2015


Cantone sulla ‘Legge Severino’: «Problematiche e dubbi applicativi»

Cantone sulla 'Legge Severino': «Problematiche e dubbi applicativi»

Tre anni fa entrava in vigore l’ormai famosa ‘Legge Severino’, la legge 190 anticorruzione. Oggi fa tanto discutere per la questione del governatore della Campania Vincenzo De Luca, per cui è arrivato il congelamento della sospensione da parte del Tribunale. «Si riscontrano» ancora oggi «ricorrenti problematiche e dubbi applicativi e ci sono criticità nella normativa che richiedono necessariamente interventi legislativi per consentirne una reale efficacia e utilità», ha spiegato il magistrato Raffaele Cantone che presiede l’Autorità nazionale anticorruzione, durante la Relazione annuale al parlamento. «I piani triennali per la prevenzione della corruzione – ha sottolineato Cantone – sono stati adottati dal 90% delle pubbliche amministrazioni, e tra queste, più del 50% ha aggiornato il documento nell’ultima annualità» il piano però «è avvertito come un adempimento burocratico; la qualità dei documenti, infatti, in termini di metodo, sostenibilità ed efficacia è, in molti casi, insufficiente». «La corruzione è un fenomeno che per troppo tempo è stato sottovalutato ed è ormai divenuta un fenomeno sistemico, inserita in un sistema gelatinoso in cui si fa persino fatica a dire chi è il corrotto e chi è il corruttore». Secondo il magistrato, le vicende di ‘Mafia capitale’ non hanno fatto altro che dimostrare come «la corruzione sia divenuto un fenomeno sistemico, che alberga soprattutto negli appalti pubblici ma di cui non sono scevri altri settori ed ambiti dell’amministrazione, non solo quelli per certi versi ‘scontati’ delle concessioni ed autorizzazioni, ma anche altri ‘inattesi’, quali quelli delle attività cd sociali affidate al terzo settore».

«Ci aspettano sfide da far tremare i polsi»
Infine dichiara Cantone, «ci aspettano nel prossimo periodo sfide da far tremare i polsi; la legge delega per riscrivere il codice degli appalti, approvata al Senato senza nessun voto contrario, recepisce le ultime direttive comunitarie foriere di una nuova politica degli appalti, e scommette moltissimo sull’Autorità a cui attribuisce poteri di regolazione e di controllo molto significativi, tanto da essere indicata come il futuro arbitro del sistema».

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