Tommaso Napoli - 14 agosto 2015


Paraguay: partorisce l’11enne stuprata dal patrigno, chiesto invano l’aborto

La ragazzina violentata dal patrigno ha partorito una bambina. Gruppi per i diritti umani, in particolare Amnesty International, avevano chiesto l’aborto, rifiutato dal governo paraguaiano

Paraguay: partorisce l'11enne stuprata dal patrigno, chiesto invano l'aborto

La ragazzina di undici anni violentata dal patrigno, secondo le autorità, ha partorito una bambina giovedì mattina ad Asunción, Paraguay. La piccola è nata con un taglio cesareo, con un peso di 3 chili. Il direttore dell’Asunción Red Cross, Mario Villalba ha confermato che sia il bambino che la madre sono in buone condizioni di salute e se non sorgono complicazioni dovrebbero essere rilasciati entro tre giorni. Il caso della ragazzina stuprata ha scioccato i paraguaiani, ma anche tutto il mondo quando ciò è venuto alla luce lo scorso maggio, quando la neo mamma aveva 10 anni e 22 settimane di gravidanza. Il patrigno, Gilberto Benitez Zárate, è stato messo alle sbarre con l’accusa di stupro e abuso di un minore. L’uomo 42enne ha sempre negato chiedendo un test del DNA per verificare la sua affermazione. Le autorità avevano immediatamente arrestato anche la madre della ragazza, una 32enne, in quanto accusata per abbandono di minori e complicità, rilasciata però su cauzione nel mese di giugno, in attesa del processo. La donna sostiene di aver chiesto aiuto alle autorità nel novembre del 2013, ma “il pubblico ministero ha respinto il caso, altrimenti, questo non sarebbe mai successo”. Il ministro della Salute del Paraguay, Antonio Barrios ha detto alla CNN che i primi a segnalare l’abuso furono i vicini ma la madre aveva negato le accuse contro suo marito. La gravidanza è stata scoperta alla fine dello scorso aprile, quando la madre aveva portato la figlia in ospedale dopo che la ragazza lamentava dei dolori addominali.

Rifiutata la richiesta di aborto a causa delle leggi paraguaiane
La donna aveva chiesto la possibilità per la figlia di abortire, sostenuta anche da gruppi per i diritti umani, in particolare Amnesty International. Le autorità paraguaiane hanno rifiutato. Il ministro della Salute Antonio Barrios ha detto che in questo caso l’aborto sarebbe una violazione della legge paraguaiana.

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