Filippo Mammì - 5 agosto 2015


Rai: la vigilanza elegge 7 membri per il cda, in attesa proposte di Renzi

La vigilanza Rai ha eletto 7 membri per il consiglio di amministrazione, in attesa delle proposte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Rai: la vigilanza elegge 7 membri per il cda, in attesa proposte di Renzi

Ieri la Commissione parlamentare di vigilanza ha eletto i sette nuovi membri del consiglio di amministrazione della Rai, ed ora attende che il governo Renzi, tramite il ministero del Tesoro, indichi i due ancora mancanti, tra cui il presidente. E’ quanto stato riferito dal vice presidente della Commissione, Francesco Verducci, una volta terminata la votazione. Il Pd ha eletto tre consiglieri: Guelfo Guelfi (presidente del Teatro Puccini di Firenze), Rita Borioni e Franco Siddi (ex segretario del sindacato dei giornalisti). Inoltre, gli altri consiglieri sono il giornalista Paolo Messa, indicato dall’Area Popolare, mentre Carlo Freccero è stato sostenuto dal M5S. L’opposizione di centrodestra ha invece indicato i nominativi di Arturo Diaconale, giornalista, e Giancarlo Mazzucca, direttore del “Giorno”. Oggi, invece, il governo indicherà il nome del presidente, che sarà poi approvato dalla Vigilanza con i due terzi dei voti, e del direttore generale, il quale non siede al consiglio di amministrazione. Un altro membro del Cda rappresenterà il Tesoro, azionista di maggioranza con il 99% dell’azienda pubblica radio-tv. Renzi si è detto speranzoso che il rinnovo del cda della Rai possa concludersi entro il fine settimana. I vertici vengono eletti secondo le direttive della legge Gasparri, mentre al Parlamento ci si sta occupando del ddl di riforma che Renzi avrebbe voluto realizzare entro l’estate. Il testo è stato approvato dal Senato, che però ha abolito un articolo che prevede l’attribuzione al governo di una delega per individuare nuove forme di finanziamento per la Rai. La discussione alla Camera inizierà a settembre e in caso di modifiche dovrà tornare al Senato. La riforma attribuisce nuovi e più ampi poteri al dg in carica, poi, dal prossimo cda, sarà nominato un vero e proprio amministratore delegato nominato dal Tesoro.

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