Redazione - 15 gennaio 2016


Islam: i limiti imposti della Sharia alla finanza araba e la lotta all’usura

Non solo burka, hijab, nijab e chador, l’Islam e l’applicazione della Sharia pongono anche dei limiti nelle transizioni finanziarie.

Islam: i limiti imposti della Sharia alla finanza araba e la lotta all’usura

Offrire la possibilità ai traders di aprire un conto islamico: sono sempre più numerosi i brokers e le piattaforme di opzioni binarie e forex che cercano di renderla realizzabile per i loro traders. Per esempio AvaTrade offre ai clienti che lo richiedono un conto di trading islamico che permette ai traders di fede islamica di fare trading online nel rispetto delle norme della Sharia. Per comprendere il funzionamento di questa particolare tipologia di conto è indispensabile conoscere alcuni dei principi della legge islamica (Sharia), e il modo in cui può essere applicata al settore bancario e finanziario. Le leggi islamiche vietano l’incasso di introiti derivanti da interessi specifici o commissioni sulla concessione di finanziamenti (Riba o usura), che si tratti di pagamento a tasso fisso o variabile. Nel 2009 si contava già la presenza in tutto il mondo di oltre 300 banche e 250 fondi comuni di investimento che rispecchiavano i principi dettati dall’islam. Nel 2014 le istituzioni finanziarie aderenti alla Sharia rappresentavano l’1% degli asset totali mondiali, contando circa 2 mila miliardi di dollari in fondi.

C’è però un aspetto da considerare: non tutti i musulmani si attengono alla Sharia. Ernst & Young, società di revisione contabile, sostiene che il sistema bancario islamico costituisce solo una parte degli asset bancari musulmani. Tra il 2009 e il 2013 questa è cresciuta ad un tasso annuo del 17,6%, complessivamente in maniera più rapida considerando gli altri asset bancari. Si prevede inoltre che fino al 2018 subirà un incremento ad una media del 19,7%. Ma quali sono le principali differenze tra il sistema bancario islamico e il sistema bancario tradizionale. A differenza del secondo, il primo riesce a produrre profitti attenendosi alle leggi della Sharia. In pratica la legge islamica vieta di prestare denaro prevedendo degli interessi, ragion per cui sono state elaborate delle leggi islamiche ad hoc sulle transazioni per evitare che ciò accada. Un’altra differenza è legata al concetto di “trasferimento del rischio”:  alla base del sistema bancario islamico, esiste il principio che prevede la “condivisione del rischio” (associato invece al sistema bancario tradizionale). Altri concetti cui si attiene il sistema bancario islamico fanno riferimento al profit sharing (partecipazione agli utili), safekeeping, (custodia delle somme di denaro), joint venture, incremento dei costi e leasing.

Nel trading normale tutte le operazioni in materie prime e valute si effettuano nello spot market nell’arco di 24 ore, inoltre ogni 24 vengono addebitati o accreditati gli interessi giornalieri sul conto del cliente. Per quanto riguarda il conto islamico le cose si svolgono in maniera differente. Siccome non è prevista alcuna forma di interesse per tutta la durata del contratto, si presenta un problema per chi segue la legge islamica: il rollover (o tasso d’interesse) automatico di un’operazione alla fine delle 24 ore di trading, viene considerata come usura. Pertanto viene vietato. Le regole islamiche hanno subito dei cambiamenti nel corso del tempo in modo da consentire ai musulmani di poter operare nei mercati valutari senza per questo venire meno ai principi della Sharia. E’ il caso dei forex brokers che offrono conti senza swap. Gli swap offrono ai traders la possibilità di investire il denaro a loro disposizione o ottenere un prestito da un broker ma possono essere usati solo ad alcune condizioni: al broker ad esempio non è concesso ricevere interessi usurari sul prestito.

Su contratti che hanno una durata superiore a 24 ore non vengono applicati né interessi né commissioni: l’assenza di interessi di rollover è una costante. Il modo che permette ai broker di guadagnare con i conti islamici deriva dallo Spread delle posizioni ossia la differenza fra i prezzi di domanda (Ask) e offerta (Bid) di una coppia di valute. Quando un broker offre conti privi di tassi swap, si verificano due condizioni: o aumentano gli spread su questi conti, oppure richiedono una commissione o extra tassa. In tal modo a fine giornata è come pagare gli interessi propri delle posizioni overnight, anche se sovente ad un prezzo maggiore. Alcuni broker  offrono conti islamici senza commissioni o tasse extra e mantengono lo stesso spread come nei conti in cui è presente lo swap. C’è un altro sistema utilizzato dai broker che va sotto il nome di Hibah e consiste nell’offrire ulteriori benefici aggiuntivi per i conti senza swap. Si tratta nello specifico di regali o donazioni volontarie: i broker Forex o di Opzioni binarie consentono ai clienti musulmani di donare una parte dei loro profitti in beneficenza.

Le società di intermediazione, considerata la forte espansione della comunità musulmana, stanno cercando in tutti i modi di soddisfare il più possibile le necessità dei conti islamici di trading. Alcuni broker non hanno ancora accennato di aprirsi a queste novità, e sono ben lontani dall’aggiungere tali funzioni alle loro offerte. Ma è un passo necessario da compiere per rimanere competitivi.

Leggi anche:

Scrivi la tua opinione

You must be logged in to post a comment.