Redazione - 21 aprile 2016


Caso suicidio militare Tony Drago, la madre: “Mai creduto che mio figlio si sia suicidato”

Sul presunto suicidio di Tony Drago, rompe il silenzio la madre della vittima: «Non ho mai creduto che mio figlio si sia suicidato. Tornando indietro non so se gli permetterei di fare il militare. Ho fiducia nel gip, meno nelle istituzioni»

Caso suicidio militare Tony Drago, la madre: "Mai creduto che mio figlio si sia suicidato"

Tony Drago, militare 25enne che sarebbe morto suicida il 6 luglio 2014 secondo la Procura di Roma, è un caso che tiene ancora banco soprattutto dopo che la scorsa settimana il gip ha respinto la richiesta di archiviazione. Il corpo del ragazzo venne ritrovato alle ore 6:20 circa sul piazzale antistante la palazzina alloggi, dall’ufficiale di Picchetto presso la Caserma Sabatini di Roma. Sulla vicenda ha rotto il silenzio la madre di Tony Drago, la signora Rosaria Intranuovo che ai microfoni della trasmissione “La storia oscura”, su Radio Cusano Campus, ha dichiarato: «Io mi sono ritrovata in un’aula di tribunale per la prima volta nella mia vita ed è stato un momento difficilissimo. All’uscita del tribunale, ho trovato tutti gli amici di Tony che sono arrivati dalla Sicilia, da Perugia e anche dall’estero per essere vicini alla nostra famiglia. Io sono molto positiva, perché in quell’aula ho visto il gip, la Dott.ssa Angela Gerardi che è una persona molto attenta e capace. I nostri tre avvocati sono stati di una competenza straordinaria. Noi tutti vogliamo credere nella giustizia, perché stiamo combattendo questa battaglia per la verità per Tony. Vogliamo la verità vera, non quella che conviene a noi. Io fin da quel 6 luglio 2014 non ho mai creduto che mio figlio si sia suicidato».

Caso suicidio militare Tony Drago, la madre: «Nelle istituzioni non ho fiducia»
«In questa battaglia la persona che mi è stata sempre vicina è stata la meravigliosa fidanzata di mio figlio, che con la sua famiglia è rimasta vicina alla nostra. Tutti pensavano che la morte di mio figlio avesse disgregato la nostra amicizia, ma invece siamo più uniti di prima in questa battaglia. Nelle istituzioni non ho fiducia al 100%, ma in questo percorso che abbiamo intrapreso insieme con la Procura spero che si arrivi alla verità per capire davvero quello che è successo alla caserma Sabatini. Mi chiedo quasi ogni giorno se tornando indietro permetterei a mio figlio di fare il militare. Ma non voglio dare una risposta perché ci sono tanti ragazzi che credo nell’Italia e nelle istituzioni e desidero che possano fare le loro scelte con la massima libertà. Voglio la verità in modo che anche l’Esercito possa uscirne a testa alta».

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