Redazione - 5 luglio 2016


Fecondazione assistita, 60enne inglese diventa madre con gli ovuli della figlia morta

Una donna inglese è riuscita a realizzare l’ultimo desiderio della figlia morta per un tumore all’intestino. La corte britannica ha acconsentito la fecondazione assistita con gli ovuli della figlia: “Darà alla luce il suo stesso nipote”

Fecondazione assistita, 60enne inglese diventa madre con gli ovuli della figlia morta

A 60 anni una donna inglese è riuscita a realizzare l’ultimo desiderio di sua figlia morta per un cancro all’intestino: dare alla luce il suo stesso nipote, facendosi impiantare gli ovuli congelati della ragazza fecondati da un donatore. Lo ha stabilito la Corte d’appello britannica, consentendo così alla donna di superare i problemi dei permessi necessari per l’esportazione degli ovuli negli Stati Uniti. La Human Fertility and Embryology Authority (Hfea), infatti, aveva negato il permesso di esportazione poiché mancava una volontà scritta da parte della ragazza. La figlia della donna era da tempo malata di cancro all’intestino e aveva congelato i suoi ovuli nella speranza di poter guarire ed avere un bambino suo. Ma la ragazza cinque anni fa, all’età di vent’anni, è deceduta lasciando a sua madre il suo ultimo desiderio: ha chiesto alla donna di fecondare con il seme di un donatore gli ovuli e di dare alla luce questo bambino che lei avrebbe così tanto voluto.

La donna, una volta elaborato il lutto, ha cercato dappertutto una clinica che potesse aiutarla con la fecondazione assistita, ma non ha trovato neppure una clinica disposta ad aiutarla in tutto il paese. Infine, dopo anni di ricerche, ha trovato una clinica a New York dove questo tipo di interventi vengono effettuati che è disposta ad aiutarla, al prezzo di 80 mila dollari. L’unica “prova” a sostegno della tesi dei genitori era un dialogo a cui avrebbe partecipato anche uno dei dottori dell’ospedale in cui la ragazza era ricoverata.

Una storia incredibile, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche se in passato ci sono stati casi in cui una madre ha portato avanti la gravidanza facendosi impiantare gli ovuli della figlia, ma quello in oggetto sarebbe il primo caso al mondo in cui la donatrice è defunta.

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