Valentina Giannettoni - 22 luglio 2016


M5S, Di Maio: “Modificheremo lo statuto, ma il ruolo di Grillo non si discute”

Il vicepresidente della Camera Di Maio annuncia importanti cambiamenti allo statuto del Movimento 5 stelle. Verranno però solo modificati alcuni articoli. Ieri c’è stato un vertice a Genova per pianificare i requisiti da sottoporre agli iscritti per il voto

M5S, Di Maio: "Modificheremo lo statuto, ma il ruolo di Grillo non si discute"

In occasione del Giffoni Film Festival, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha dichiarato che il movimento apporterà alcune modifiche al proprio statuto; tutto questo naturalmente verrà ratificato dagli iscritti via rete e su questo punto Di Maio ha voluto rassicurare i propri sostenitori, in quanto nelle ultime ore erano trapelate notizie false in merito. Ieri era stato convocato a Genova un vertice per parlare proprio del nuovo Statuto, erano presenti Di Maio, Di Battista, Sibilia, Ruocco e Fico; in questa riunione si è analizzato tutte le modifiche alle regole che saranno messe in rete dal prossimo 25 luglio. Una delle idee più studiate nelle scorse settimane è quella di far inserire i cinque parlamentari nell’Associazione Movimento 5 stelle, ne facevano parte Grillo e Casaleggio. Facendo così verrebbe a loro trasferita la proprietà del simbolo, lasciando libero Grillo. L’altra opzione è affidare il logo all’Associazione Rousseau, che però è di proprietà della Casaleggio Associati. Un altro dei punti discussi è quello delle espulsioni: infatti le modifiche allo statuto sono necessarie dopo le decisioni dei giudici di Roma e Napoli, che hanno riammesso un gruppo di dissidenti 5 stelle. Si sono infatti discusse le modifiche che verranno messe al voto in Rete: per ritenere il voto valido si dovrà raggiungere il 75% dei votanti iscritti. Quello che preoccupa Grillo è che gli esclusi possono chiedergli un risarcimento danni.

Di Maio è poi tornato sulle polemiche per la “lobby del cancro”
Il vice presidente della Camera è tornato sulla polemica sulla lobby del cancro: «Sono un cittadino della Terra dei Fuochi. Ho dichiarato chiaramente che non c’era nessun fine di offendere, e ci mancherebbe, i malati di cancro». Mi batto in Parlamento da tre anni contro l’inquinamento ambientale che ha causato tanti morti per tumore nella mia Regione».

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